L'intarsio

Facciata intarsiata seicentesca di palazzo privato


Architrave intarsiata di un luogo di culto, al centro il porfido rosso antico estratto in Egitto (Mons Claudianus).


Pavimento in stile bizantino della chiesa di San marco a Venezia




La tradizione di assemblare finemente pietre naturali a scopo decorativo à antica e già nota agli egizi si vedano ad esempio le bande blu della maschera di Tutankhamon che sono tessere adiacenti di lapislazzuli. L'impero romano d'oriente è famoso per i mosaici bizantini che disegnavano forme geometriche sulle pavimentazioni per mezzo di tessere non sempre quadrate. Si può vedere la Chiesa di San Marco a Venezia per una rinterpretazione basso medioevale. L'intarsio nasce come evoluzione del mosaico e richiede che i vari elementi cosituenti il disegno non siano più tessere di forma generica standard ma abbiano un andamento aderente al disegno da realizzare, tra i primi esempi noti si ha ancora la cultura bizantina. Successivamente si notano nell'architettura araba e nel Taj Mahal in India. Nel medioevo (XVI sec) divenne famoso l'opificio delle pietre dure di Firenze (le pietre dure erano i non marmi, comprese dei silicati chiamati oggi pietre semipreziose). Tipico esempio dell'epoca sono gli altari policromi del Barocco.

Se una volta i singoli elementi venivano lavorati manualmente oggi le macchine a controllo numerico permetttono di realizzare una perfetta aderenza reciproca degli elementi (che minimizza la fuga) partendo da un progetto digitalizzato. Ma la sostanza, al di là del metodo, é antica.




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